Faro di Strombolicchio: un faro visitabile nell’isola di Stromboli

Siamo nelle Isole Eolie, a nord-est dell’isola di Stromboli. Qui c’è un luogo in mezzo al mare che toglie il fiato per la sua straordinaria bellezza: la piccola isola vulcanica di Strombolicchio del comune di Lipari. Con una estensione di appena 7620 metri quadri questo isolotto, si presenta con ripide scogliere a strapiombo sul mare e un faro risalente al 1926.

Strombolicchio

L’isola di Strombolicchio è ciò che resta di manifestazioni vulcaniche del più antico vulcano delle isole Eolie datato a circa duecento mila anni fa. Un vero e proprio scoglio di magma. Originariamente l’isola di Strombolicchio era alta circa 70 metri sopra il livello del mare ma, tra il 1920 e il 1926, nell’intento di erigere un faro, si è provveduto a spianare la sua crestariducendola così all’attuale altezza di 56 metri. Su di essa, nell’estremità a nord-ovest, una ripida scala di 152 gradini che fino qualche anno fa permettevano dal mare la visita alla sua sommità.I primi gradini, intagliati nella roccia costituta da basalto, andesite e augite , sono lambiti dal mare, tanto che si può accedere solo quando è tranquillo; quelli più in alto sono una costruzione aggiunta.

Il faro di Strombolicchio

Sulle alture dello Strombolicchio pronto ad accogliervi, insieme ai suoi abitanti di estremo interesse naturalistico, le lucertole nerastre dell’isole Eolie, il falco della Regina, il garofano delle rupi, la granata rupicola e la violaciocca rossa delle rupi, vi è un faro attivo dal 1938. Inizialmente comandato da un farista, oggi, il faro di Strombolicchio è completamente automatizzato e gestito dalla Marina Militare italiana. La sua ottica fissa utile all’orientamento della navigazione tra l’isola di Stromboli e la costa calabra, è alimentata dall’energia solare captata da pannelli fotovoltaici. Al fine di limitare ogni attività antropica, nel 1991, l’isola di Strombolicchio è stata dichiarata Riserva naturale integrale, un’area protetta naturalistica nella quale non sono ammesse attività umane di trasformazione dell’ambiente, ad eccezione della ricerca scientifica anche se, soprattutto d’estate, capita spesso di vedere sull’isola decine di turisti, seppur lo sbarco dovrebbe essere consentito solo per scopi scientifici.

La leggenda dell’isola di Strombolicchio

L’intero complesso delle Isole Eolie è la culla di magia, storia e fantasia che si trascinano lungo i secoli. Esse portano tutta la magia ed il fascino mitologico già nel loro nome: sono le isole del dio del vento Eolo che possedeva il compito di controllare i venti liberandoli dal suo otre per dirigerli e scagliarli come punizione agli umani. Sin dall’ antichità l’arcipelago eoliano a causa delle manifestazioni vulcaniche, rimanda al fascino dei miti e delle divinità come un grande teatro di fuoco, di lava e di vapori sulfurei tanto da attribuirne riferimenti del purgatorio e le fucine di Efesto. Da ritrovamenti risalenti agli Antichi Egizi si è potuto evincere come anche queste civiltà avevano culti religiosi attribuibili all’arcipelago delle isole Eolie in particolar modo all’isola di Vulcano: veneravano non il dio del fuoco, bensì “le Isole del fuoco”, in particolare Vulcano; qui venivano seppelliti e “purgati” gli illustri defunti egiziani. Tornando al piccolo satellite di Strombolicchio invece, date le sue origini vulcaniche, una leggenda eoliana racconta che l’isolotto sia il tappo del vulcano di Stromboli lanciato in mezzo al mare durante una violenta eruzione.

Dunque, non solo teatro di bellezza naturalistica e paesaggistica ma un luogo magico, affascinante e suggestivo che da Panarea, ad Alicudi passando da Lipari ed infine arrivare a Stromboli, è pronto ad ospitare i viandanti di tutto il mondo!

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