Via MercatoVecchio a Udine: la bellezza di una strada lungo cui cammina la storia

Via Mercato Vecchio (o Via Mercatovecchio) è una delle strade più importanti di Udine. Sotto i portici, che si allineano a destra e a sinistra della via, si sono costruite nel corso dei secoli la storia e l’identità cittadine.Traccia quasi un millennio fa, oggi Via Mercato Vecchio racconta una storia soltanto apparentemente semplice, scandita dalla costruzioni di diverse cinte murarie, dalla continua apertura e chiusura di attività commerciali di cui si conserva ancora gelosamente memoria.

La strada è scandita da portici realizzati in diversi stili architettonici che segnano oggi come allora le principali vie di attraversamento della città e offrono l’opportunità di una passeggiata suggestiva, che racconta le origini e il presente della città.

[toc]

La storia di Via Mercato Vecchio a Udine

La nascita del Mercato Vecchio di Udine precede naturalmente il tracciato della via che ad esso conduceva. A istituire il mercato settimanale della città fu Il Patriarca Bertoldo di Andechs, il quale si trasferì nella residenza sul colle di Udine dopo che un violento terremoto aveva pressoché distrutto la sua precedente residenza, il Palazzo di Cividale. Una volta stabilita in Udine la sua sede, in virtù dei suoi poteri il Patriarca cominciò ad agire direttamente sul tessuto urbano, sociale e commerciale della città per assicurare a Udine la maggiore prosperità possibile e innalzarla al livello del suo nuovo prestigio di sede Patriarcale.

A questo fine, il tredici Settembre 1223 il Patriarca Bertoldo istituì il mercato settimanale, attirando in città un gran numero di abitanti delle campagne circostanti, che cominciarono a recarsi in città per vendere e acquistare prodotti. 

All’epoca, il tracciato della strada che conduceva al mercato, e che sarebbe passata alla storia con il nome che oggi conosciamo, seguiva il tracciato della prima cerchia muraria della città. 

La costruzione di una seconda cerchia di mura si rese necessaria nel giro di pochi decenni e fu ultimata nel 1171. Tra la costruzione del primo e del secondo tracciato delle mura di Udine la città aveva conosciuto un’importante espansione verso Ovest. Il fossato che si univa alle mura a protezione della città venne spostato per ben due volte: la prima per liberare il tracciato di quella che sarebbe appunto diventata Via Mercato Vecchio, la seconda volta lungo fu stabilito lungo il percorso dell’attuale della roggia di Udine.

La nascita del Mercato Nuovo

Grazie alla spinta propulsiva data dal mercato settimanale e dalla sua nuova funzione istituzionale, Udine si espanse in maniera significativa. Via Mercato Vecchio divenne sede della Zecca Patriarcale e della Cancelleria della Patria, assurgendo a direttrice commerciale dei traffici dell’intera regione. 

l trasferimento di villici entro le mura cittadine fu favorita anche dalla lungimirante esenzione dal pagamento delle tasse che il Patriarca decise di concedere nel 1248 a tutti coloro che si sarebbero trasferiti all’interno della cerchia delle mura. Sempre nel 1248 venne istituito dal Patriarca un secondo mercato, che avrebbe sfruttato lo spazio liberato per la costruzione della seconda cerchia di mura. A partire dal 12 Marzo di quell’anno, con la nascita del Mercato Nuovo, il mercato originario della città avrebbe preso il nome di Mercato Vecchio, e di conseguenza la via che a esso conduceva avrebbe cambiato il proprio nome assumendo quello attuale.

La crescita della città di Udine non si fermò: nel corso dei decenni si rese necessaria la costruzione di ben altre tre cerchie di mura, per un totale di cinque.

I palazzi di Via Mercatovecchio a Udine

Oggi la Via Mercatovecchio parte da Piazza Libertà, che nel corso dei secoli cambiò più volte il proprio nome. Chiamata originariamente Piazza del Vino, a celebrazione della vocazione commerciale della zona, nel 1350 divenne Piazza del Comune e successivamente Piazza Contarena (un luogotenente veneziano che tenne la città per conto della Serenissima nel corso del Cinquecento). Solo dopo l’annessione del Friuli al Regno d’Italia, nel 1866, divenne Piazza della Libertà. 

Tra i monumenti principali della piazza ricordiamo la Loggia del Lionello in puro stile veneziano, la Loggia e Tempietto di San Giovanni, la Torre dell’Orologio e l’Arco Bollani dominato dal leone marciano. Oltre l’arco comincia la salita che conduce fino alla cima del colle e al Castello che fu residenza del Patriarca.

La piazza si pone come continuazione ideale della Via Mercatovecchio, che dalla piazza raggiunge Via Paolo Sarpi. Lungo il tracciato della via si allineano molti palazzi di grande rilevanza storica e artistica.

Casa Sabbadini

Questo edificio privato risale al sedicesimo secolo ed è ubicato al numero 24. Originariamente l’intera facciata era affrescata ad opera del pittore Giovanni Battista Grassi. Oggi dell’opera del Grassi rimane soltanto la raffigurazione di Giove, che rende inconfondibile l’edificio. All’angolo di Via Sabbadini è ancora fissato l’anello di pietra in cui nel 1500 veniva infilata una bandiera rossa che segnava il termine del percorso del Palio, annualmente organizzato in città.

Monte di Pietà (Palazzo del Monte)

Il Monte di Pietà è un edificio realizzato alla metà del Cinquecento per fornire una sede allUfficio Prestiti di Udine. Progettato dall’architetto Francesco Floreani, mantiene nella facciata un andamento curvilineo che asseconda il percorso della strada. Il Monte di Pietà venne istituito nel 1496 al fine di assicurare ai cittadini di Udine l’accesso a prestiti a bassissimo interesse a fronte del lascito in pegno di un oggetto di valore commisurato alla somma di denaro ricevuta. Oggi il Monte di Pietà ospita la Cassa di Risparmio, che qui ha sede dal 1882. Caratterizzato da portici bugnati e da trifore, questo edificio è reso assolutamente inconfondibile dalla presenza di quattro gruppi scultorei realizzati in marmo che raffigurano allegorie della pietà. Una curiosità: l’edificio deriva dalla fusione di vari lotti edificati di origine medievale, trasformati e unificati a livello strutturale dagli architetti Bononi e Floreani.

Palazzo Sacchia 

Costruito nel Seicento, fu rimaneggiato sul finire dell’Ottocento dall’architetto Arturo Malignani, che lo dotò di un avanguardistico sistema di illuminazione con lampade alimentate ad acetilene.

Via Mercato Vecchio e la Grande Guerra

Nel corso dei secoli le attività commerciali di Via Mercato Vecchio hanno spesso segnato la memoria cittadina e hanno accolto all’interno delle proprie mura la grande storia italiana. E’ questo il caso del Caffè Dorta, ubicato tra via Mercatovecchio a Piazza della Libertà. Al Dorta si recava Gabriele D’Annunzio: il Vate fu protagonista di molti racconti e altrettanti ne ascoltò. Il Caffè Dorta infatti fu soprannominato Il Trincerone poiché lì si riunivano gli intellettuali e le persone comuni per ascoltare le notizie dal fronte della Grande Guerra.

Lo storico caffè sopravvisse fino al 1958: prima di allora era stato parzialmente ridotto per far posto a una banca, quindi venne chiuso definitivamente. 

Il progetto di pedonalizzazione di Via Mercato Vecchio

Via Mercato Vecchio è stata protagonista di alterne vicende di chiusura e riapertura al traffico da parte dell’amministrazione cittadina. Dopo un periodo in cui la zona dell’antica via cittadina era stata trasformata in un’ampia area pedonale, dall’Agosto del 2018 la via è stata riaperta al traffico automobilistico a seguito di sollecitazioni da parte degli esercenti della zona ed è attualmente percorribile in auto. Si tratta di una misura temporanea, per saggiare diverse soluzioni che possano rendere giustizia alla vocazione turistica e commerciale della via.

Un commento su “Via MercatoVecchio a Udine: la bellezza di una strada lungo cui cammina la storia”

  1. Il Mercato Vecchio continuò a chiamarsi così fino all’Ottocento, come si vede ancora nelle cartografie storiche (p.e. napoleoniche) prima che si affermasse l’automobile a cavallo fra fine Ottocento e inizio Novecento. Fu allora che a “Mercato Vecchio” fu appiccicata la parola “via” e fu appioppata una sezione “a schiena d’asino” per farla funzionare artificiosamente come una strada veicolare benché lo spazio sia a sezione variabile (da 7 a 20 metri) e sia chiuso alle estremità (dalla Loggia del Lionello e da piazzetta Marconi)! In realtà si tratta di una piazza lunga a forma di curva trapezoidale e il mercato si svolgeva in tutto lo spazio dell’arco. Non era un asse di attraversamento ma un punto di convergenza da tutti i punti cardinali, Infatti il mercato si è sviluppato verso ovest e non lungo le strade a nord e a sud (Riva Bartolini e Via Vittorio Veneto) come sarebbe stato logico in una strada di attraversamento, e come avviene nelle Marketstrasse germaniche (con le quali il Mercato Vecchio Udinese non ha nulla a che fare dai punti di vista funzionale, estetico e stilistico).
    Ora che con la nuova pavimentazione è stata eliminata la gobba a schiena d’asino e il luogo ha ripreso abbastanza il suo aspetto di piazza, si potrebbe anche fare a meno (come di fatto già avviene in molte pubblicazioni) di continuare a chiamarla via.

    Rispondi

Lascia un commento